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Associazione Culturale MSM

Carro “Coriandoli dal passato” - Categoria B

In primo piano e nella parte posteriore, troviamo raffigurati due egizi, il loro nome è Iside e Osiride. Formarono la coppia divina più famosa dell’Egitto.
Essi nacquero da Ra che li generò come fratelli, assieme a Seth e Nefti.

La loro iconografia è una storia molto antica che si diffuse ampiamente in tutto l’Egitto. Secondo il mito, Osiride fu il primo Re civilizzatore al mondo. Il fratello Seth, invidioso, con un inganno decise di ucciderlo gettando il suo corpo nel Nilo. Iside, disperata, cominciò a cercarne il corpo, che dopo numerose peripezie riuscì a trovarlo, lo nascose e tentò di rianimarlo.
Il corpo di Osiride, fu però sfortunatamente ritrovato da Seth che lo fece a pezzi e ne sparse le parti in modo che non potessero più essere ricomposte; ma Iside non si arrese, riuscendo a ricomporre il corpo, mummificandolo, affinché potesse rinascere. A quel punto, gli egizi, cominciarono a praticare il “Navigium Isidis” (la nave di Iside). Era un rito in maschera molto festoso, dedicato alla vicenda; ella fece risorgere il suo sposo.
Successivamente, intorno all’anno 150 A.C. l’origine della festa, ma con le dovute differenze, può essere rintracciata anche tra i rituali romani. La pratica, che si teneva nella prima luna piena dopo l’equinozio di primavera, era molto simile a quella egizia e consisteva in un corteo di personaggi mascherati, che cantavano, ballavano e organizzavano scherzi.

Veniva costruita un’imbarcazione di legno a ruote, dal latino
(carrus navalis), forse prima attribuzione al significato della parola carnevale, anche se la tesi più accreditata è la derivazione dalla locuzione latina (carnes levare), “togliere la carne”, un’allusione che richiama i digiuni quaresimali.
Una volta realizzato il carrus navalis,veniva ornata di omaggi floreali, per allontanare il male, commemorare i defunti e accogliere con prosperità la dea Demetra, quindi il rientro della primavera. La leggenda di Demetra, narra che aveva perso la figlia Core e passò molto tempo senza più ridere, per questo il mondo rischiò di scomparire, poiché non nasceva più niente. Un giorno però una servetta la fece ridere, tutto rifiorì e la vita ritornò.
Questo mito spiega bene l’importanza della risata: al riso, infatti, si attribuiva il potere di sconfiggere la morte e il lutto. È però nel periodo medievale che ritroviamo molti aspetti della festa attuale, all’insegna del motto “a Carnevale ogni scherzo vale”; infatti, il carnevale medievale era caratterizzato da divertimento esagerato, grandi mangiate e scherzi: il re del Carnevale garantiva l’allegria pazza e la sospensione temporanea delle leggi, delle regole e della morale secondo la regola del “semel in anno licet insanire”, una volta l’anno si può essere folli! Tutte queste usanze allegre e un po’ matte avevano comunque uno scopo: rallegrare tutti in previsione del lungo periodo della Quaresima.
Nel Rinascimento il Carnevale ebbe molto successo: i carri carnevaleschi esibivano la grandezza dei signori e permettevano al popolo sfrenati baccanali, con bellissimi abiti, per questo la scelta di alcune maschere,icona dei più bei Carnevali d’Italia che possiamo trovare collocate alle spalle della Dea Iside: Pantalone, Rosaura, Beppe Nappa e Burlamacco.

Pantalone è un ricco mercante veneziano, burbero e avaro; il denaro e le ricchezze sono le sue uniche preoccupazioni. Sulle origini del nome Pantalone si avanzano diverse ipotesi, ma molto probabilmente, potrebbe derivare da San Pantaleone, il Santo Patrono di Venezia. Alcune volte è rappresentato con la figlia, la bella Rosaura.
L’attività preferita di Rosaura è chiacchierare con la sua cameriera, il suo ruolo, spesso è quello di innamorata di un giovane maldestro e scapestrato, ma il suo amore viene spesso contrastato dal ricco genitore.

Beppe Nappa è una maschera di origine siciliana; il suo nome è dovuto all’unione di due differenti parole: “Nappa”, che significa toppa dei calzoni, e “Beppe”, diminutivo dialettale del nome Giuseppe. La sua figura, In pratica è una versione siciliana del celebre napoletano Pulcinella.
Infine, Burlamacco che rappresenta il Carnevale di Viareggio.

Il significato del Carnevale è da ricercare proprio in questi riti, dove grazie alle maschere, ai costumi e ai maestosi carri Allegorico-Grotteschi di oggi, si annullano le differenze tra le classi sociali, il ricco si traveste da povero, possiamo notare Mario Draghi, illustre governatore della Banca d’Italia, e il povero che può godere per pochi giorni, l’illusione di essere ricco e ciascuno è libero di unirsi a questo rito propiziatorio per auspicare l’abbondanza del raccolto in primavera e per rendere meno pesanti i giorni di penitenza.

Bozzetto 2020