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Associazione Culturale Coco

Carro “Io non sono un gioco” - Categoria B

Il bullismo è una delle piaghe del nostro tempo: offese, parolacce e insulti, derisione per l’aspetto fisico o per il modo di parlare, insostenibili diffamazioni, dileggio per le opinioni altrui, aggressioni ricorrenti, caratterizzano l’atteggiamento di chi lo mette in atto, dimostrando nei confronti dei più deboli una superiorità malata.

L’Associazione Culturale Coco vuole affrontare il triste fenomeno, che diventa ancor più vile, quando le vittime sono i più piccoli.

La parte frontale dell’opera è dominata da un grande ragno che, con le sue tenaglie, rappresenta il cyberbullismo: i social, da strumento di socialità, diventano un mostro che tiene in ostaggio i bambini inermi, attraverso attacchi ripetuti, figli di una violenza sorda e senza limiti.

Prevaricazioni e vessazioni, a volte, avvengono addirittura sui banchi di scuola, come riporta tristemente la cronaca nazionale, fotografata dagli artigiani della carta pesta.

La prima scenografia del carro è una foresta dominata da iene, animali che approfittano delle fragilità della vita per affermarsi, per dominare il vissuto delle anime più sensibili, bisognose d’affetto. Fortunatamente, la nostra società ha gli strumenti, gli anticorpi, per affrontare questa devianza, per dimostrare che nessuno può farci sentire inferiori senza il nostro consenso.

Protagonista dell’opera è una fata che, con le sue note, con la sua melodia, afferma la bellezza di esistere, di stare bene, di costruire una società sana, fatta di rapporti ad uno ad uno, ove non ci sia nessuno che pensi di essere più forte dell’altro.

L’Associazione vuole invitare le vittime del bullismo alla denuncia. Come dice Harvey Fierstein: “Non essere vittima di bullismo in silenzio. Non permettere che facciamo di te una vittima. Non accettare la definizione di nessuno sulla tua vita, definisci te stesso!”

Bozzetto 2020