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La città di Acireale

Carnevale 2017 – Foto Petra Sappa

Il nome della città deriva dalla mitologia greca, in cui vi era posto per un personaggio chiamato Aci. Questi era un pastore di cui si innamorò la ninfa Galatea, di cui a sua volta era innamorato il ciclope Polifemo che schiacciò il rivale sotto un masso. Dal sangue del pastore nacque un fiume[4] chiamato Akis dai greci, prevalentemente sotterraneo. Il nome della città ha subito dunque una lenta evoluzione: diventò Jachium sotto i bizantini, Al Yag con gli arabi e quindi Aci d’Aquila (o Aquilia) con gli spagnoli. Nel XIV secolo la città si stabilì nel territorio attuale (prima sorgeva nei pressi del castello di Aci, oggi Aci Castello) con il nome di Aquilia Vetere prima, e di Aquilia Nuova in seguito.

Si narra che Acireale e le altre Aci trassero la propria origine da Xiphonia, una misteriosa città greca oggi del tutto scomparsa. I poeti Virgilio e Ovidio fecero risalire il mito della fondazione alla storia d’amore tra Galatea e Aci, ucciso per gelosia dal ciclope Polifemo.

In epoca romana nello stesso territorio nacque una città chiamata Akis, e che storicamente partecipò alle guerre puniche. Nel Medioevo il borgo si consolidò attorno al castello di Aci e solo nel Trecento una decina di nuclei familiari si spostarono più a nord, dove nacque Aquilia (Aci d’Aquila) o Aquilia Nuova, primo punto stabile dell’odierna città. Il Cinquecento fu importantissimo per Aquilia Nuova, dove si consolidò un forte ceto mercantile che portò una notevole ricchezza alla città e si insediarono diverse corporazioni ed ordini religiosi lasciando una impronta tanto indelebile che ancora oggi spesso viene citata come «la città dalle cento campane».

« Acireale è una sorta di medioevale Avignone sede di tutte le possibili corporazioni e ordini, religiosi e conventi ed istituti e collegi e perfino di sei licei cattolici (oltreché di uno statale)… »

(Carlo Levi Tracce della memoria)

Nel  1528 viene presentata la supplica a Carlo V nel 1531 la città diventa demaniale perché fino ad allora era del barone Mastrantonio. Nel 1640 si separò in due dando origine alle città di Aci – Aquilia e Aci Santì Antonio e Filippo. L’11 gennaio 1693 la città fu in parte distrutta dal terremoto, che sconvolse tutta la Sicilia sud-orientale.

Foto Petra Sappa

Nel 1848 fu uno dei principali centri dei moti in Sicilia. Nel 1873 con l’apertura dello stabilimento termale Santa Venera e l’inaugurazione dell’annesso Grand Hotel des Bains, Acireale divenne un centro termale di una certa notorietà. Dal 1837 è stata capoluogo del Circondario di Acireale, abolito poi, come tutti i circondari d’Italia, dal regime fascista nel 1927.

Ottiene il titolo di Città decreto presidenziale del 30 novembre 2005.

Oggi è nota per il Carnevale di Acireale, che attrae visitatori da Sicilia e Calabria data la presenza, accanto ai carri allegorico-grotteschi e ai gruppi mascherati in sfilata, dei carri infiorati, prerogativa tipica acese.

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