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Associazione Culturale Arcidiacono

Carro “Elimi, Siculi e Sicani” - Categoria B

Le origini della Sicilia si possono raccontare con molte storie, noi, associazione culturale M&M’S, ne abbiamo scelta una in particolare dal titolo: Elimi Siculi e Sicani. in questo caso vogliamo rappresentare le nostre vere origini, miscuglio di diverse culture e diverse invasioni. Frontalmente un’imbarcazione con un guerriero greco che, insieme alle rovine di un tempio di Agrigento, alle spalle delle teste di moro, sta a rappresentare il popolo dei Sicani.

Le poche e frammentarie notizie storiche sui Sicani, provengono dei Greci, per lo più stazionati ad Agrigento, comprendevano anche Caltanissetta e Enna. Alle spalle del guerriero greco si possono intravedere due teste di moro che rappresentano il popolo degli Elimi.  Gli Elimi erano un antico popolo situato nelle estremità occidentale della Sicilia, dove nacque una bellissima leggenda, quella della testa di moro. Si narra che intorno all’anno 1000, nel quartiere arabo di Palermo, una bellissima fanciulla viveva le sue giornate dedicando le sue attenzioni alla cura delle piante del suo balcone.

Dall’alto della sua balconata Ella venne notata da un giovane Moro che sopraffatto non esitò a dichiararle il suo amore. La giovane, colpita dalla promessa d’amore ricevuta, accolse e ricambiò con passione il sentimento. il giovane Moro in cuor suo però celava un gravoso segreto: moglie e figli lo attendevano in Oriente, in quella terra nella quale egli doveva fare ora ritorno. la fanciulla distrutta e amareggiata per quel l’amore tradito, fu colta da un’ira funesta che la spinse a imboccare la strada della vendetta. Così nella notte mentre gli era in un sonno profondo, Ella colse l’attimo propizio e lo colpì mortalmente. Il Moro che l’aveva amata che si accingeva a partire ora non l’avrebbe più abbandonata.

Decise inoltre che il volto di quel giovane, a lei eppur caro, sarebbe dovuto rimanere al suo fianco per sempre, perciò senza esitazione alcuna tagliò la testa del giovane creando con essa un oggetto simile ad un vaso e vi pose all’interno un germoglio di basilico. the pose infine la testa sul suo balcone dedicando ogni di alla cura del basilico che in essa cresceva. Ogni giorno le lacrime della giovane bagnavano la pianta.

I vicini, pervasi dal profumo del basilico e guardando con invidia la pianta che vigorosamente matura va in quel particolare vaso a forma di testa di moro, si fecero realizzare vasi in terracotta che ripropone vano le stesse fattezze di quello amorevolmente custodito dalla fanciulla. Infine, alle spalle del tempio greco, per rappresentare i Siculi, si innalza maestosa l’Etna, bellissima dea della mitologia greca. Era considerata figlia di Aurano e Gea e diede il nome all’omonimo vulcano, le cui distruttive eruzioni Erano causate dal drago Tifone, che viveva nelle sue viscere. I Siculi (dal nome del presunto re Siculo) erano una popolazione tra i primi occupanti in Sicilia, comprendevano Il messinese, catanese, ragusano e siracusano.

Di loro si sa che praticavano la caccia e la pesca, e che poi impararono a dedicarsi anche all’agricoltura, prevalentemente d’orzo e fava, e alla pastorizia, legata anche ad attività manifatturiere quali la cardatura e la concia delle pelli.

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